Tre giorni non bastano per tutta la Sicilia, ma sono perfetti per il tratto di costa tra Palermo e Trapani: una città d’arte, un tempio greco, una riserva sul mare, un borgo medievale, le saline al tramonto e, in mezzo, le colline del vino.
L’itinerario è pensato per chi arriva in aereo a Palermo o a Trapani e ha un’auto a noleggio. Come base consigliamo una sola sistemazione tra Castellammare del Golfo e Alcamo, al centro del percorso: niente valigie da rifare ogni sera. Per scegliere dove dormire, leggi la nostra guida alle basi migliori della Sicilia occidentale.
Giorno 1: Palermo

Dedica la giornata a Palermo. Comincia dal centro arabo-normanno: la Cattedrale, il Palazzo dei Normanni con la Cappella Palatina e i suoi mosaici, poi i Quattro Canti e la piazza della Fontana Pretoria.
A pranzo, street food in uno dei mercati storici, Ballarò, il Capo o la Vucciria: panelle, crocchè, pane con la milza e, naturalmente, le arancine. Nel pomeriggio, se hai energie, una deviazione a Monreale per il Duomo; poi via verso ovest, verso la base sul golfo, in circa un’ora di strada.
Consiglio: lascia l’auto fuori dal centro di Palermo o in un parcheggio custodito; il centro storico si gira benissimo a piedi.
Giorno 2: Segesta, il vino di Alcamo e Scopello
Mattina: Segesta
Parti presto per Segesta: con la luce del mattino il tempio dorico è spettacolare e fa meno caldo. Sali anche al teatro antico sulla cima del Monte Barbaro, affacciato sulla valle e, nelle giornate limpide, sul golfo.
Pranzo: una degustazione in cantina
Da Segesta, in una ventina di minuti sei sulle colline di Alcamo, la terra del Catarratto. È il momento giusto per una sosta in cantina: un pranzo o una degustazione tra le vigne, per assaggiare i vini dove nascono. Se non l’hai mai fatto, qui spieghiamo come funziona una degustazione e quanto costa.

Pomeriggio e sera: Scopello e Castellammare
Nel pomeriggio scendi verso il mare: Scopello, con la tonnara e i faraglioni, e le cale del golfo. Se ti resta tempo, entra nella Riserva dello Zingaro dall’ingresso sud per una passeggiata sul primo tratto del sentiero costiero. La sera, cena e passeggiata a Castellammare del Golfo, sul porto.
Consiglio: per lo Zingaro servono scarpe comode, acqua e un po’ di prudenza nelle ore più calde; l’ingresso alla riserva è a pagamento.
Giorno 3: Erice, Trapani e le saline
Mattina: Erice
Sali a Erice in auto o, da Trapani, in funivia. Perditi tra i vicoli in pietra, raggiungi il Castello di Venere per il panorama sulle Egadi e fermati in pasticceria per un dolce di mandorla o una genovese, il dolce tipico del borgo.
Pranzo e pomeriggio: Trapani
Scendi a Trapani per il pranzo: è la città del cous cous di pesce e delle busiate al pesto alla trapanese. Poi una passeggiata nel centro storico, stretto tra due mari, fino alle mura e alla Torre di Ligny. Se sei qui a Pasqua, non perdere la processione dei Misteri.

Tramonto: le saline
Chiudi il viaggio lungo la strada delle saline, tra Trapani e Marsala, quando il sole scende dietro i mulini e le vasche si colorano di rosa. Da qui l’aeroporto di Trapani Birgi è vicino; per Palermo calcola circa un’ora e un quarto di strada.
Se hai un giorno in più
- Le Egadi: da Trapani, in aliscafo, una giornata a Favignana in bici.
- La Riserva dello Zingaro per intero: una giornata di cammino e bagni nelle calette.
- Marsala, lo Stagnone e Mozia: vino, saline e un’isola fenicia.
E se ne hai sette, trovi un percorso completo nel nostro itinerario di 7 giorni in Sicilia; per tutti i luoghi della zona c’è la guida alla Sicilia occidentale.
Quando farlo
Questo itinerario dà il meglio in primavera e in autunno, quando si sta bene sia in città sia al mare e le strade sono meno trafficate. In estate funziona, ma conviene anticipare le visite all’aperto alle prime ore del mattino.
La sosta in cantina, ad Alcamo
Per il pranzo del secondo giorno ti consigliamo la Cantina Quattrocieli, sulle colline di Alcamo, a pochi minuti da Segesta: degustazioni, il pranzo tra le vigne e altre esperienze tra vigna e cantina. Scopri le esperienze.
Foto di copertina: Francesco Mocellin, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons