Nella Sicilia occidentale il vino non si cerca: si incontra. Basta lasciare l’autostrada tra Palermo e Trapani e le colline si riempiono di filari, i paesi hanno cantine aperte ai visitatori e la strada scende verso il mare tra saline e mulini a vento. Questa è una proposta di percorso in tre o quattro giorni, da fare in auto, tra vigne, borghi e assaggi.
Non è un itinerario ufficiale con cartelli: è il modo in cui ci piace attraversare la provincia di Trapani, collegando le zone del vino ai luoghi che vale la pena vedere lungo la strada. Le distanze sono brevi, ma conviene non avere fretta.
Prima tappa: Alcamo, la terra del Catarratto

Il viaggio comincia sulle colline di Alcamo, a metà strada tra Palermo e Trapani. È la zona dell’Alcamo DOC e del Catarratto, il bianco più coltivato della Sicilia, che qui dà vini freschi e sapidi. Le vigne salgono dalle pianure verso il Monte Bonifato, con il golfo di Castellammare sullo sfondo.
Ad Alcamo conviene fermarsi per una visita in cantina e una prima degustazione, così da capire i vitigni che si incontreranno nei giorni successivi: Catarratto, Grillo, Insolia, Nero d’Avola. Se è la tua prima degustazione in Sicilia, leggi prima la nostra guida su come funziona e quanto costa.
Seconda tappa: Segesta, Calatafimi e le colline dell’interno
Da Alcamo, in venti minuti si arriva a Segesta: il tempio dorico in mezzo ai campi e il teatro sulla cima del Monte Barbaro sono la sosta culturale del viaggio. Tutto intorno, tra Calatafimi e Salemi, il paesaggio è fatto di grano, ulivi e vigne, con poche case sparse.
Salemi merita una passeggiata nel centro storico, raccolto intorno al castello normanno-svevo. Da qui la strada scende verso la valle del Belice, una delle zone agricole più importanti dell’isola, conosciuta anche per l’olio di oliva Nocellara.
Terza tappa: Gibellina e il Cretto di Burri

Una deviazione che non c’entra con il vino, ma che resta impressa: il Cretto di Burri, l’opera di land art che l’artista Alberto Burri realizzò sulle macerie della vecchia Gibellina, distrutta dal terremoto del Belice del 1968. Camminare tra i blocchi di cemento bianco che ricalcano le vie del paese è un’esperienza silenziosa e potente. La Gibellina nuova, ricostruita più a valle, è piena di opere d’arte contemporanea.
Quarta tappa: Marsala, lo Stagnone e Mozia

Marsala è la capitale storica del vino siciliano. La sua fortuna moderna comincia nel 1773, quando il mercante inglese John Woodhouse spedì in Inghilterra il vino locale, fortificato per sopportare il viaggio. Da allora il Marsala è diventato un vino conosciuto in tutto il mondo, e in città si possono visitare alcune delle cantine storiche, con le grandi botti in legno.
A nord di Marsala si apre lo Stagnone, la laguna delle saline e dei mulini a vento. In mezzo c’è Mozia, l’isola dell’antica città fenicia, che si raggiunge con una piccola barca: oltre agli scavi e al museo, sull’isola si coltivano vigne di Grillo, uno dei vitigni bianchi più tipici della zona.
Ultima tappa: le saline di Trapani ed Erice
Il percorso si chiude lungo la strada delle saline tra Marsala e Trapani, meglio al tramonto, quando le vasche si colorano di rosa. Se resta tempo, sali a Erice per una passeggiata tra le stradine medievali e un dolce di mandorla in una delle pasticcerie del centro.
Consigli pratici
- Prenota le visite: molte cantine accolgono anche senza appuntamento, ma le visite guidate e i pranzi vanno prenotati, soprattutto nel fine settimana.
- Chi guida non beve: in Italia il limite è 0,5 g/l, e zero per chi ha la patente da meno di tre anni. Alternatevi alla guida o usate la sputacchiera durante le degustazioni.
- Dove dormire: una base tra Castellammare del Golfo e Alcamo e una verso Marsala o Trapani bastano per tutto il giro. Trovi i consigli nella guida dove dormire nella Sicilia occidentale.
- Quando andare: primavera e autunno sono perfetti; a settembre e ottobre si vive anche il clima della vendemmia.
- Portare il vino a casa: molte cantine spediscono in Italia e all’estero; chiedi direttamente durante la visita.
La sosta in cantina, ad Alcamo
Per la prima tappa ti consigliamo la Cantina Quattrocieli, sulle colline di Alcamo: degustazioni senza prenotazione negli orari di apertura, visite guidate tra vigna e cantina e, il sabato da marzo a ottobre, il pranzo tra le vigne. Scopri le esperienze.
Foto di copertina: Matteo Pappadopoli, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons